lunedì 3 novembre 2008

Tranquillo, ti tutelo io...

(disse il lupo all'agnello)
Una legge regionale, numero tale e tal'altro, stabilisce che ogni comune "istituisca e disciplini una commissione per il paesaggio, composta da soggetti aventi particolare e qualificata esperienza nella tutela paesaggistico-ambientale". Questa Commissione "esprime parere obbligatorio in merito al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche di competenza dell’ente presso il quale é istituita."
Bene, benissimo, pensano le anime belle . Non sara' certamente questo nuovo organo che mettera' fine agli assalti al paesaggio, ma insomma questo e' un passo nella direzione giusta, no? Ahi ahi .. potrebbe esserlo, ma ci vorrebbero le intenzioni giuste, e non abbiamo ragioni di essere ottimisti in proposito. Giudicate voi. La nostra Amministrazione ha appena definito le procedure che seguira' per dotarsi di questo nuovo organo. La Commissione constera' di tre membri. Perche' tre e non cinque, come richiesto dalle opposizioni , per una volta meno letargiche del solito? Risposta: perche' l'Uff Tec Com dice che va bene cosi'.
Come verra' costituita la Commissione, per assicurare il rispetto dello spirito e della lettera della legge (soggetti aventi particolare e qualificata esperienza nella tutela paesaggistico-ambientale) ? I "soggetti" verranno selezionati dal responsabile dell' UffTecCom, a quanto pare a sua discrezione. In base a quali criteri? Boh. Non specificati. Sono faccende tecniche, no? cosa volete saperne voi.
A noi sembra come minimo opportuno che nessun professionista operante nel settore edilizio sul territorio faccia parte della Commissione. Sapete com'e', e' una questione di buon gusto...la particolare e qualificata esperienza di questi peraltro rispettabilissimi professionisti e' fin troppo ben documentata , anzi misurabile... in metri cubi di cemento. Per essere esperti, magari lo sono ... fin troppo. Ben pochi conoscono usi e costumi della fauna avicola tanto bene quanto i cacciatori; e allora, dovremmo affidare la tutela degli uccelli proprio a loro?
E poi ci pare legittimo aspettarci che vengano resi noti i titoli, in base ai quali la particolare e qualificata esperienza sara' stata accertata . Tanto per tradurre una volta tanto in fatti le molte chiacchiere a proposito di trasparenza ; e soprattutto perche' le credenziali dell' UffTecCom in materia di tutela del paesaggio lasciano forse un po' a desiderare. Parlano i fatti, e i fatti sono l'ex-Bagat e ...ahaha...la Proposta Indecente. Non sono questi tecnici gli stessi che l'avevano sposata senza riserve, e l'avevano fatta propria millantandone la inattaccabilita' sotto il profilo paesaggistico?
Abbiamo visto come e' andata a finire.

domenica 2 novembre 2008

pendii irrequieti?

Riceviamo la seguente segnalazione da GL Pozzi.

Non so se qualcuno se ne è accorto ma sulla parete disboscata al Bagat ci sono già evidenti segni di cedimenti franosi dovuti alle uniche piogge ultimamente cadute (figuratevi a primavera dopo il periodo di gelo che in quell'angolo è di rigore). Non c'è sicuramente nessuna "soddisfazione" nel rilevare che quanto era stato previsto e da alcuni "tecnici????" giudicato semplice catastrofismo si stà avverando, ma solo la triste constatazione che viviamo in una specie di Far West dove alcuni fanno quello che vogliono incuranti dei danni che causano al territorio e dove lo sceriffo siede sparanzato al sole con il cappello calato su gli occhi per non vedere quello che succede".
Gianluigi

Effettivamente, da qualche tempo non osserviamo quel che succede da quelle parti. Adesso bisognera' andare a vedere !

giovedì 9 ottobre 2008

La Proposta Indecente e' affondata?

Prealpina ha pubblicato ieri il "Bollettino della Sconfitta": la Proposta Indecente sarebbe stata abbandonata, e i proponenti (per quanto riguarda il comparto ex-Filanda) avrebbero ripiegato su un progetto di edilizia privata (65 unita' immobiliari=miniappartamenti?). Ora ci si chiede, se questo esito sia migliore o peggiore di quello prefigurato nella Proposta Indecente. Secondo il generale sconfitto, cioe' il Sindaco, non c'e' dubbio che esso sia peggiore; e la ragione e', che egli si e' sempre detto convinto che la PI avrebbe assicurato un inestimabile rilancio economico per il Paese. Cio' sembrava evidente a lui, ma neanche un po' a noi, e non ritorneremo su questo discorso ormai dibattuto ad usura, se non per segnalare che, gratta gratta, la finanza (e presto l'economia) e' arrivata al disastro presente anche grazie alla "mistica del fare" : cioe', atteggiamenti mentali, e "evidenze" fideistiche di questo genere. Le regole? pastoie burocratiche, che ostacolano il progresso.
L'ineffabile cronista di Prealpina, che deve essere un nostalgico della deregulation, recrimina sull'esito della Pi, e ne attribuisce le colpe (?) alla burocrazia (cioe', alle regole) , e ai riottosi dissenzienti. Bella questa. Ma non si era detto, nel Bollettino della Vittoria di un anno fa (vedi commenti al post del 25/10/07) che il dissenso era stato ormai ridotto a termini insignificanti? La verita' e', che la PI si e' incagliata sui suoi propri errori formali; e se mai fossimo stati sostenitori della PI, adesso sapremmo ben noi a chi dare la colpa, senza andare a cercarlo nel campo opposto.
In attesa di conoscere il nuovo progetto, la cautela e' d'obbligo. Tuttavia sembra di capire, che la costa a Sud della ex-Filanda e' salva... per il momento, in attesa di qualche nuovo balordo piano di "riqualificazione". Dunque, nessun audace nocchiero spieghera' le sue vele nelle acque tempestose del "piano di Lavena"? pazienza. Trovera' di sicuro posti piu' credibili dove sfoggiare le sue qualita' marinaresche.
La PI affonda, si', ma con la bandiera al vento: tant'e' vero che il Sindaco dal ponte di comando ammonisce, che si tratta di una sconfitta di tutti. Eh , eh (=sogghigno). Mentre la giornata di Waterloo volgeva al disastro , pare che Napoleone dicesse "questi Inglesi " (suoi avversari sul campo) "sono troppo stupidi, per capire che sono stati sconfitti".
Ecco. Per il momento, noi ci sentiamo stupidi proprio come quegli Inglesi.

Dopo la pubblicazione di questo post abbiamo ricevuto un testo di Italo Guarneri, che copiamo qui di seguito, vistane la lunghezza.

Se la notizia e' vera, la notoria iniziativa immobiliare in quel di Lavena, che contemplava un investimento abbastanza massiccio (sulla scala locale) e' stata alquanto ridimensionata. La notizia sembrerebbe in linea con i tempi, visto che da settimane i titoli dei giornali di tutto il mondo sono pieni di una crisi economica di dimensioni spaventevoli, e la temuta parola "recessione" e' entrata stabilmente nei bollettini. E' in corso una tempesta globale; dunque, se avviene che anche dalle nostre parti cada qualche comignolo , non pare ragionevole che le cause vengano per forza ricercate in riva allo stretto. Questo per dire, che il discorso sulle colpe, avviato dalla Prealpina, mi pare piuttosto futile, e inutilmente fazioso (tanto per cambiare).
In ogni modo, leggo che il Sindaco richiamerebbe ciascuno ad assumersi le proprie responsabilita'. Non e' chiaro a chi sia diretto questo quaresimale. Infatti, come mi pare venga accennato oscuramente nel post, esso si adatta assai bene a certi un po' maldestri partigiani della PI, che le hanno fatto piu' male che bene. Per non dire che non mancano, fra coloro che sono amareggiati dal naufragio del Progetto Albergo, quelli che ne identificano la causa piu' lontana proprio nella prematura caduta del Sindaco Mina, che ne fu la madrina ; a torto o a ragione, essi ritengono che la Signora , nel tempo che le restava, avrebbe avviato la Proposta su un percorso ben piu' difficilmente attaccabile.
Per quanto mi riguarda, non sono mai stato contrario a priori ad un albergo laggiu', e per molto tempo ho attivamente sostenuto la possibilita' di un compromesso, che da Indecente rendesse appena Decente la proposta; in cio' aspettandomi di trovare risonanza all'interno di una Amministrazione, che e' germinata dalla prematura destituzione di un'altra. La quale altra, bisogna ricordare, venne silurata, proprio perche' la si accusava di non ascoltare le ragioni di tutti a proposito della PI !!!
E invece ho dovuto registrare una intransigenza pressoche' totale, addirittura crescente: al punto che perfino la raccomandazione, formulata addirittura dalla Giunta stessa, di "ridistribuire i volumi", al fine di preservare il paesaggio, e' stata del tutto ignorata nella soluzione che alla fine e' stata adottata. Ma quale compromesso? presentare quella soluzione come frutto di mediazione, e per giunta con toni trionfali singolarmente fuori luogo, rappresentava un affronto alla intelligenza degli interlocutori, che ne ha reso inevitabile lo schieramento su una posizione specularmente intransigente.
Ma tant'e'. Se pensassi di avere avuto qualche efficacia nell'affondamento della PI, non di responsabilita' parlerei, ma di meriti; perche' continuo a ritenere che la PI sarebbe stata il male peggiore, e non il minore. Infatti, in attesa di conoscere il nuovo progetto, mi pare difficile che esso, se "conforme", possa essere altrettanto disastrosamente invasivo quanto la PI. Inoltre condivido i punti di vista piu' volte letti nel blog, e prima ancora nel defunto Forum , che qualificano come miraggi, e specchietti per i cannibali, le promesse di chissa' quale rilancio a base di cementi.
Con cio' naturalmente escludendo, sulla base di una duramente provata, ma in qualche modo ancora sopravvivente fiducia in una comune razionalita', che in localita' ex-Filanda venga posta in essere una qualche calcolata e deliberata mostruosita' ("cosi' imparano"), resa magari possibile da un atteggiamento rinunciatario, tipo "tanto, ormai..." della Amministrazione..

giovedì 24 luglio 2008

Un saluto ad un amico.

Due lutti recenti hanno colpito in modo particolare la nostra comunita', e non solo i conoscenti degli scomparsi, a causa delle circostanze insolite e repentine in cui si sono verificati. Con qualche ritardo, diamo spazio ad un messaggio che ci e' stato inviato da GL Pozzi.

Un saluto ad un amico.

Ho ricevuto la notizia verso sera mentre ero ancora sulla spiaggia. Ho fissato a lungo il mare senza riuscire a togliermi quel senso di vuoto che mi aveva preso. Ho avuto molte volte l'opportunità di farmi aiutare da Di Bella per le strutture della Pro Loco. Lo faceva lontano da tutte le beghe e pastoie burocratiche. Bastavano poche parole e poi un grazie ed una stretta di mano. Forse andavamo d'accordo grazie al nostro comune carattere un pò burbero. Ci siamo parlati pochi giorni prima che partissi per le vacanze. Mi ha raccontato della macchina per la pulizia delle strade e di tutte le attività che svolgeva nel nostro Comune e dalle sue parole scaturiva quel tanto di amor proprio che distingue una semplice occupazione per un salario da una professione intimamente sentita.
Se ne è andato per un incidente di lavoro. Troppo presto. Uno fra i tanti..uno fra i troppi!
Ciao Di Bella. Un amico
Gianluigi

lunedì 7 luglio 2008

in diretta dal parco acquatico


Ci sono stati vari acquazzoni nel weekend, ma nessuna delle due foto (destra : Domenica ore 13 . Sinistra: Lunedi mattina) e' stata scattata immediatamente dopo uno di essi. Questo per dire, che lo stagno che vedete non e' l'effetto passeggero di un rovescio particolarmente violento. Infatti e' rimasto li' tutto il tempo, e se andate a vedere capirete come mai.

Stavolta dobbiamo proprio prendere le difese dell'arte architettonica. Non si puo' onestamente pretendere che l'immaginazione creativa debba avvilirsi con banalita' come drenaggi e pendenze...a queste quisquilie ci pensino i tecnici, che diamine ! o altri inferiori artisti. Per fortuna, di tecnici qui da noi non ne mancano, e quindi siamo certi che quello che si vede nelle foto e' un normale fenomeno di assestamento... tettonico, del tutto previsto da chi di dovere.
Fra tecnici in organico, consulenti, e assessori in transito, ci sara' di sicuro chi sa a che cosa serve quel tombino che si vede li' in primo piano a sinistra , signorilmente al di sopra del livello delle acque. E anche il suo gemello, dall'altra parte dello stagno.

lunedì 16 giugno 2008

Contro l'architettura.

Qualche tempo fa e' uscito nella Rivista di Lugano un articoletto a proposito degli oltraggi al paesaggio del nostro lago, gia' perpetrati o in gestazione, che sono direttamente attribuibili alla "architettura creativa". L'ovvio riferimento era al mostro di Campione, e a quel che si sentiva trapelare a proposito della "Romantica". Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo l'onore di servire da "corpus vile" per le esercitazioni fuori porta di questa... poca arte, e molto mestiere, .... secondo la quale il mondo esterno esiste solo per essere ridisegnato. Adesso e' uscito da Boringhieri un libretto di F. La Cecla, il cui titolo e' quello di questo post; gli interessati possono vedere il link a lato. Qui riportiamo una recensione.

Mai come adesso l’architettura è di moda. Nelle riviste, nei quotidiani, in televisione le opere delle superstar dell’architettura sono oggetto della curiosità di lettori che prima erano completamente digiuni in materia. Eppure mai come adesso l’architettura è lontana dall’interesse pubblico, incide poco e male sul miglioramento della vita della gente. A volte ne peggiora le condizioni dell’abitare. Questo accade perché l’architettura è diventata un gioco autoreferenziale, tutta incentrata sulla «firma», sulla genialità del singolo architetto, genialità che è quotata nella borsa della moda al pari di un qualunque brand. L’architettura ha molta più influenza nel bene e nel male sulle condizioni dell’abitare in una città. Gli architetti però si rifugiano in una artisticità che li esclude da qualunque responsabilità. Purtroppo ad essi spesso viene affidata la trasformazione di interi pezzi di città, trasformazioni che spesso compiono con incompetenza, superficialità e convinti che si tratti di un gioco formale. Le città funzionano diversamente; sono il territorio profondo su cui agisce l’inconscio collettivo, sono il luogo delle appartenenze e dei conflitti. Questo libro invita ad abbandonare le archistar al loro egoismo e ad accettare che l’architettura ha esaurito la sua funzione. Oggi c’e bisogno di altro, soprattutto nella situazione di emergenza in cui le città e l’ambiente rischiano di diventare sempre più inabitabili.

Insomma, non se ne puo' proprio piu'. Non tanto degli architetti, quanto di tutti quegli amministratori, che gratificano gli architetti di un potere mai visto di aggredire e trasformare l'esistente. Pare che siano affascinati dal glamour che circonda la nobile attivita' ... chissa' mai che non ne resti un po' appiccicato anche a loro. E poi, male che vada, alle critiche potranno sempre rispondere "mah, lo sapete come sono gli architetti...". Percio' imparano in fretta il gergo minimo che serve a friggere l'aria in maniera architettonica, e vai con le declamazioni. E se poi fra i cittadini , che li hanno eletti, qualcuno trova che l'elegante creazione sembra piuttosto una dolorosa deiezione di sassi e di cemento, allora l'insolente viene severamente redarguito . Come si permette, lo zotico, di criticare? E' forse un architetto ? che presunzione!
Presuntuosi? noi? solo perche' rifiutiamo la parte del selvaggio Venerdi' di fronte all' Uomo Bianco? Di farci appendere una sveglia al collo, a noi non ci va proprio. Sara' che siamo rusticani, ma, firmata o no, la sveglia al collo la troviamo imbarazzante.

lunedì 9 giugno 2008

Concorso a Premi: l'Oggetto Misterioso.

Visto che "L'Immaginazione al Potere" o non c'e' oppure presenta sintomi di patologie di tipo allucinatorio (vedere le foto a lato), il Pozzi pensa che dobbiamo mettercene un po' noi. Ed ecco cosa propone :


Ohila'!! ! Sveglia , ragazzi, che fra poco i nostri amministratori, vestiti a festa con tutto l'ambaradan ed in pompa magna, ci faranno l'onore di inaugurare quegli assemblaggi di cemento armato e di cubetti di porfido denominati "terzo lotto del parco acquatico"; dove non si capisce se la parola parco è capitata li per caso o se ce l'hanno messa apposta, per far capire a tutti che, per loro, togliere del verde e dello spazio ai cittadini, per metterci posteggi e colate di cemento, vuol dire creare dei parchi.
Comunque, considerando il denaro pubblico investito, penso che si
debba collaborare attivamente, e quindi lancio un concorso per dare un nome a quel blocco di cemento armato con tanto di circonvallazione e ringhiera che si trova davanti all'oratorio.Il oncorso si divide in due parti:
1. Indovinare come lo hanno chiamato i famosi architetti milanesi che lo hanno ideato,
2. Dare un nomignolo all'opera.
Chi si avvicinerà di più al nome originale, e l'ideatore del nomignolo più caratteristico, che i frequentatori del Blog dovranno votare tra quelli pervenuti, verranno invitati a una serata con pizza e birra. Forza, dimostriamo che siamo anche capaci di proporre qualche cosa (logicamente senza cadere nella volgarità).

Radiolavena: l'idea e' apprezzabile. Noi, pero', per il momento non ci pronunceremo su questa opera. Il Consul Providentissimus ha chiesto di sospendere il giudizio, fino al completamento dei lavori ; vedi il commento del Sindaco al post "Odissea a Lavena", in cui si e' reso garante del valore delle opere....responsabilita' che a noi, nei suoi panni, toglierebbe il sonno fino a data indeterminata. Ma comunque l'audacia merita rispetto, e percio' , fin che l'ultimo nastro non sara' stato tagliato, zitti. Dopo, parleremo.
In ogni modo, ci pare un eccesso di considerazione stare a chiedersi quale nome diano gli artefici a questo prodotto dei loro ingegni.